Mariana Acuna Jimenez - critica - Mariana Acuna Jimenez | plastic artist

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Mariana Acuna Jimenez - critica

Malerei als sensitive Findung

Mariana Acuna Jimenez spielt mit der Materialität
der Farbe, ihre Energie, ihrer Intensität.



Die Farben sind das Thema, dem sich die chilenische Malerin Mariana Acuna Jimenez in ihrem neuen Werkzyklus widmet.
Die Künstlerin hat ihr Studium an der Kimstakademie von Brera abgeschlossen und arbeitet schon seit Jahren als Kunsterzieherin im Gadertal.
Die Materialität von Farben, die emotionale und suggestive Wirkungskraft von Farben und Farbmischung. Kurz: Körper und Psyche markieren das Arbeitsfeld der Malerin Mariana Acuna Jimenez. Acuna Jimenez ist eine temperierte Experimentiererin, eine Künstlerin der Vermittlung, Verbindung und Vermischung, die sich ständig im breiten Spannungsfeld zwischen Figuration und Abstraktion bewegt.
Ihre letzten Arbeiten sind Farbraurnkörper, unendlich in der Farbe, begrenzt im Raum.
Malerei ist für Acuna Jimenez immer auch und vor allem das Verstehen und der Ausdruck von Empfindungen und Emotionen. Sie trägt Farbschichten auf, und sobald die Farbe als Malerei visuelle Plastizität angenommen hat, arbeitet die Künstlerin mit knapperen Eingriffen weiter: akzentuierend, verwischend, vertreibend, verreibend, verdeckend, vertiefend, auf deckend, aufreißend, verbindend, beruhigend. Mariana Acuna Jiminez empfindet ihre Arbeit stets von Neuem als Experimentierfeld.
Ihre Vorgaben sind minimal, es geht nicht um spektakuläre Erfindungen, sondern um sensitive Findungen. Sie nimmt als Malgrund Leinwand, Papier, Karton, dann wählt sie die Farbe, trägt diese möglichst gleichmäßig mit dem Pinsel oder mit der Spachtel auf. Aber der Malgrund nimmt die Farbe unterschiedlich auf, an manchen Stellen sinkt sie tief ein, an manchen Stellen wird sie tief einsinken, an anderen bilden sich kleine Inseln und Rinnsale, die Farbe wird intensiv, porös oder dünn, flach oder dick, selten erscheint sie gleichmäßig.
Acuna Jimenez spielt und operiert geschickt mit den besonderen Energien der Farbe, ihrer Intensität und ihren Effekten.
Ihre neuen Arbeiten erinnern stark an die Materialbilder des Informel, jener abstrakten Kunstrichtung, die sich durch die Ablehnung einer organisierter Formstruktur definiert. Wie die informelle Malerei lehnt auch Acuna Jimenez jede feste Kompositionsregel ab, um durch frei erfundene Zeichen, esoterische Symbole, Fabel und Malerei ist für Acuna Jiminez immer auch und‘ vor allem das Verstehen und der Ausdruck von Empfindungen und Emotionen.
Tierwesen, Phnatasiegebilde und durch die spontane Rhythmik von Farbflecken und chromatischen Verdichtimgen geistige Impulse auszudrücken.

(Arnold Tribus)



MARIANA ACUNA
Personale alla Quadreria del lotto


www.quadreriadellotto.it


Mariana Acuna è quel che si dice una pittrice in linea con i tempi.
Artista cosmopolita - è originaria del Sud-America, ma vive in Italia ormai da anni - la Acuna è infatti artefice d´una pittura di forte contaminazione, nella quale confluiscono un intenso colorismo (discendente dal suo vissuto latino-americano), una spiccata tendenza alla sperimentazione visuale e, al contempo, un richiamo non equivocabile alla tradizione figurativa.
E proprio la commistione fra tessiture cromatiche elaborate in piena libertà - con una netta inclinazione per le orchestrazioni di carattere informale - e tratteggio graffitistico - marcato ed essenziale nella sua linearità - dà la chiara percezione di come l´artista sud-americana, nel suo incedere pittorico, agisca nel segno di una attiva dialettica fra opposti, però tendendo a dare luogo a un linguaggio in cui la contrapposizione tende a sciogliersi - seppur con qualche discontinuità - in amalgami bene equilibrati.
Ne deriva che proprio la brillante tavolozza, ora giocata sulle sfumature tonali d´una predominante coloristica, ora declinata in termini di articolati accostamenti di nuances (con un effetto a "patchwork" esaltato dalla sovrapposizione di pezzi di carta o di tela), funga da supporto narrativo per l´inserto di figure e figurette chiamate al ruolo prioritario di ectoplasmici protagonisti della narrazione.
Animali, personaggi di pura fantasia, simboli esoterici, impronte manuali, ma anche bottiglie (che riconducono direttamente alle esperienze novecentesche della natura morta) campeggiano, sparuti e solitari, sugli sfondi policromici come pure silhouettes incorporee (di cui la Acuna delinea solo il profilo) deputate a testimoniare, fabulatoriamente, l´imprescindibilità da un retaggio - quello figurativo - vissuto come memoria cui ancorare le più sfrenate derive dell´immaginazione.
Un contrappuntistico confronto, nel susseguirsi di fughe e ritorni, in grado di esprimere a pieno la temperie che viviamo; una temperie nella quale paiono convivere il passato col presente, lo sperimentalismo con la conservazione, in una sorta di eterno ritorno che tutto compendia e nulla rinnega.

(Salvo Ferlito)

MARIANA ACUNA
2° parte

Personale alla Quadreria del lotto


www.quadreriadellotto.it

“La facoltà immaginativa è un patrimonio quasi divino, che prima di tutto, indipendentemente dai metodi filosofici, percepisce le segrete e interne relazioni tra le cose, le corrispondenze e le analogie”....... Così scriveva Charles Baudelaire nel 1857 e l’opera pittorica dell’artista cilena Mariana Acuna è l’evidenza della sua facoltà immaginativa e della sua capacità di osservare e cogliere i legami reconditi delle cose.
I dipinti che compone suggeriscono immagini popolate di figure vaganti e mutevoli, legate allo spazio in una confusa ed intima congiunzione. Usa l’olio e l’acrilico che stende con tracce di spatola vibranti e sottili, alleggerendone la sostanza materica per ordire una trama di soffi infuocati di rossi e di arancioni, di declinazioni di rosa e di perlati violacei, di nuvole avvolgenti di azzurri brillanti e di verdi lievi, in un pullulare di gamme tonali fulgide e squillanti. Con ritmica armonia condensa e dissolve le tinte, per colmare una composizione che poi impreziosisce con segni grafici delicati e certi, ricamando la sagoma di barche, di cavalli o di uomini; oppure illustra con poche righe di scrittura il senso dei suoi racconti figurati, come in “Ricercatori di fantasmi” o ancora, rimanda a sogni colorati dove esilia qualsiasi referente reale, per accentuare soltanto l’opulenza e la forza evocativa delle cromie. E’ un cammino singolare, che oscilla tra lo smarrimento della forma definitiva e la sua determinata consistenza, tra la necessità di rivelarsi e il desiderio di annullarsi. Così appaiono striature e arabeschi di diafani bianchi che aprono ad una luminosità aerea e diffusa, accerchiati dalla chiarità dei gialli; insieme pare vogliano risucchiare il caos e il rumore dei toni più vividi e chiassosi delle opere astratte in una sintesi di solarità evanescente ed abbagliante. Ma il ritorno s’impone: alcune sparse strutture grafiche accrescono la suggestione del ricordo del mondo, i contorni sono limiti descrittivi, a volte appena slabbrati: sono metafora del sentimento della nostalgia e della memoria che l’artista sente con sicura presenza nel suo cuore, ma che sono, proprio per loro stessa natura, nebulosi e ambigui.
Anche i titoli “Armonia in acqua”, “I navigatori del tempo” o “Viaggio dell’angelo”, riconducono alla dimensione spirituale e onirica a cui la pittrice si ispira; l’affascina l’inafferrabilità degli angeli, dell’acqua così come quella del tempo, che per lei sono le soglie che sigillano il mistero del continuo divenire. Le fioriture cromatiche che fluttuano in fantastiche connessioni sulla tela, scevre di compostezza ordinata e definita, sono la traduzione pittorica della ricerca di sé, delle ragioni profonde della vita e della morte. Sant’Agostino diceva che “Dio è Colui che una volta trovato si fa sempre cercare”, così la Acuna sposta continuamente la meta, pur restando in quell’informe involucro di tinte, perché “nelle cose confuse, scriveva Leonardo, l’ingegno si desta a nuove invenzioni” per incedere e avanzare un passo dietro l’altro.

(Danila Serafini)

Ritratto d’autore: Mariana Acuña Jimenez


Per il numero di luglio Ritratto d’autore allarga i suoi orizzonti occupandosi di una pittrice sudamericana: Mariana Acuña Jimenez. Nata in Cile, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1993, e comincia subito ad esporre le sue opere in giro per il mondo. Parigi, Santiago de Cile, Trapani, Palermo e Milano sono solo alcune delle città che la vedono protagonista. Attualmente vive e lavora a Bolzano, dove collabora anche con alcune scuole per portare l’arte ai più piccoli.    La pittura di Mariana trae linfa vitale proprio dalla bambina che è in lei. Facendo leva sulla sua grande immaginazione, avvolge tutto ciò che le sta intorno, fino a toccare la dimensione dei sogni e aprirsi ad una candida e spontanea spiritualità. Nei suoi quadri c’è tutta la forza del colore del Sud America, che unita all’uso del graffito da vita ad originali scenografie pittoriche su cui si inseriscono liberamente personaggi immaginari, impronte digitali, animali e simboli. Guardando le sue opere sembra di trovarsi all’interno di storie fantastiche che attirano la nostra attenzione chiedendoci di essere ascoltate. Storie che ci costringono a rinunciare ai soliti schemi, volendo farci tornare ad essere tutti un po’ bambini, assaporando tutta la meraviglia del mondo senza fretta e con tanto gusto.
Andrea Ruggiero


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